consulenza filosofica - babele
Il caffé di Aristotele

BATESON

Carissimi amici, ho poco tempo e mi limito a una semplice osservazione: vero che la parola nasce dal bisogno, ma l'oggetto nasce con la parola, o è presente prima della parola?

Vedendo il mondo con gli occhi di Ganimede si ha l'immagine di molte realtà soggettive che diventano, attraverso la relazione tra due persone, realtà intersoggettive. L'oggetto materiale (l'iris, per esempio) è un altro tipo di realtà, oppure una realtà intersoggettiva diventata comune a tutti i membri di una comunità? Esite davvero l'iris al di fuori di ogni relazione con chi l'ha così chiamato? O non si deve piuttosto dire che esiste solo in virtù di quella relazione?

Ora: proviamo per un attimo ad ammettere che la cosiddetta realtà materiale altro non sia che una realtà intersoggettiva che non viene più messa in discussione dai membri di una determinata comunità. Sembra che il pensiero di Ganimede, del resto, possa comportare proprio questa conclusione. Ma lasciatemi lanciargli una frecciatina: perché, allora, fare due pesi e due misure? Se l'iris esiste solo nella relazione con chi l'ha così chiamato, come faccio a dire che l'amore esiste come stato soggettivo al di là della relazione che intrattengo con i membri della comunità che ha deciso di accordare a quel tipo di sentimento la parola "amore"?

Forse, se fosse possibile comunicare attraverso il pensiero, scopriremmo che il pensiero non trova più alcun contenuto, senza quel tipo di relazione che gli individui instaurano tra di loro per arrivare infine a stabilire i nomi delle cose.

 


Copyright © 2005 by Babele – Associazione per la Consulenza Filosofica
Per suggerimenti o correzioni al sito contattare la Redazione