GANIMEDE
Prima
di tutto voglio prendere il discorso da prima dell'ultimo intervento
di Bateson, dove egli parlava dell'iris come essere esistente
solo nella relazione con chi gli ha dato il nome. Ecco, io credo
che questo possa essere parzialmente vero, con la differenza,
però, che il nome è il risultato di un comune e
tacito accordo, poichè mi pare logico che se la maggioranza
della colettività giudicasse il nome iris non idoneo alla
funzione cui è destinato con il passare del tempo l'uso
di quel nome andrebbe perdendosi e il fiore verrebbe battezzato
diversamente. Quindi quando si dice che la relazione è
con chi il nome lo ha dato si dice che è in relazione con
l'intera colettività.
Tornando
sull'amore, visto che è uno stato che normalmente implica
la presenza di una pluralità di persone, pressuppone lo
stesso principio: così si viene a contatto con le congiunzioni
di realtà soggettive, che non sono altro che l'insieme
di tutti gli stati in cui non ci si trova in relazione con se
stessi, ma siamo in contatto (fisico,emotivo o conoscitivo) con
altri individui.
Continuando
poi il discorso riguardante il carattere fuorviante delle parole,
voglio aggiungere, rispondendo al precedente intervento dell'anonimo,
che una comunicazione con il pensiero è tuttaltro che vuota,visto
che le sfumature del mondo (astratto e non) sono infinite, visto
che tra di loro non esiste una linea di divisione, essendo la
loro natura infinitesimale. Quindi qualunque cosa trasmessa via
pensiero, essendo completa nella sua definizione, avrà
con sé il bagaglio conoscitivo di tutto il mondo.
Trovando
a questa affermazione una contro-argomentazione: se la conoscenza
viene trasmessa totalmente con il primo pensiero comunicato allora
non ci sarà più bisogno di comunicare sapendo già
tutto; ebbene a questa posso rispondere cosi: se partiamo dal
presupposto che la realtà non sia collettiva bensì
soggettiva, posso affermare che la realtà di ognuno di
noi cambia repentinamente in base a fattori soggettivi, e cosìcambiando
la realtà torna anche il bisogno di comunicare il pensiero,
perchè il cambio di realtà porta con se anche un
cambio di bagaglio conoscitivo.