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Il caffé di Aristotele

GANIMEDE

Salve a tutti,vorrei iniziare con il salutare Leibniz (nick non poco modesto): spero che lei diventi un assiduo frequentatore del locale e ci porti anche nuovi clienti.

Secondo: le discussioni non si interrompono, Newton, ma si evolvono; quindi volevo chiederti di non aggiungere nuovi argomenti,bensì di rivisitare quelli vecchi,come la mia citazione dal Profumo.

Vengo agli argomenti di discussione lanciati anche dalla storiella del professore. Le convenzioni sono,a mio parere,linee guida per i vari comportamenti, possiamo dire che si evolvono quasi con tempi geologici, e che sia molto difficile dissipare un convenzione che impariamo dalla nascita e consoldiamo crescendo. Lo studente ha peccato in sicurezza: ha creduto nel fatto che la convenzione potesse essere cambiata istantaneamente con l'introduzione nel sistema di una ad essa speculare, mentre per cambiare davvero la convenzione ci sarebbero voluti tempi enormi.

Tornando all'iris, non credo che il nome influenzi l'essere del fiore se non dal punto di vista conoscitivo-simbolico: "iris" non è altro che la parola che indica il fiore, ma il fiore in se stesso non indica la parola "iris"; questa è un'altra tesi a favore di quello che continuo a dire dall'inizio: le parole sono riduttive e fuorvianti.

Vi lascio chiedendovi se avete pensato al mio sistema di comunicazione via pensiero e chiedendovi pareri sulla citazione.

 



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