Il Gruppo Babele promuove gruppi di studio su tematiche
di psicologia, filosofia della psicologia e di consulenza filosofica.
Siamo interessati a indagare le possibilità di dialogo
tra diverse teorie psicologiche e, nella pratica della conduzione
di gruppi o di colloqui individuali, a elaborare tecniche che
integrino diversi approcci. Inoltre vorremmo contribuire a creare
una cultura che valorizzi la riflessione su se stessi e sul
proprio comportamento anche al di fuori di un ambito strettamente
terapeutico: per questo siamo interessati a elaborare nuovi
strumenti per la conduzione di gruppi di discussione e di riflessione.
Coerentemente a questo i gruppi di studio e di ricerca che promuoviamo
si incentrano su questi nodi concettuali:
- Tematiche di filosofia della psicologia. Siamo interessati
a un'analisi puntuale degli strumenti concettuali messi in campo
dalle diverse teorie psicologiche, ai loro rapporti con la pratica
clinica, alle assunzioni metafisiche che sottendono, al rapporto
tra teorie diverse.
- Tematiche psicologiche. Siamo interessati a studi squisitamente
psicologici, purché abbiano un approccio trasversale
e mettano in luce possibili contaminazioni o intersezioni tra
modelli diversi della psiche.
- Tematiche di consulenza filosofica. Siamo interessati a mostrare
le possibilità che si aprono sia nella pratica che nell'interpretazione
teorica del comportamento se si suppone che sia espressione
della personale visione del mondo di cui ognuno è portatore.
- Tematiche di carattere sociologico. Proprio perché
i comportamenti di una persona vanno saputi situare nel loro
contesto, siamo interessati a lavori che incrocino una prospettiva
psicologica con una riflessione di carattere sociologico o di
psicologia sociale.
Attualmente è attivo un gruppo di studio sull'adoloscenza.
Inoltre vorremmo mettere in piedi una rivista on-line. Tra breve
sarà nel sito una sezione nella quale sarà possibile
leggere alcuni contributi originali, nati dal lavoro portato
avanti finora dal gruppo di consulenza filosofica.
Gruppo
di studio sull'adolescenza
La
premessa del nostro lavoro è che l'adolescente sia una
persona alla ricerca di una propria visione del mondo.
Accettando questa premessa le problematiche connesse all'adolescenza,
e in misura minore alla pre-adolescenza, si possono situare
in un contesto concettuale diverso dalla visione dell'adolescente
come portatore di problemi o di disagi, o anche soltanto come
persona in crescita e non ancora ben formata.
Di fatto non è l'adolescente ad essere una persona non
ancora sviluppata, ma è piuttosto la sua "filosofia"
ad essere ancora incompleta.
Diventa quindi interessante sviluppare l'analogia che c'è
tra il modo di ragionare proprio dell'adolescenza e le caratteristiche
che hanno le discipline scientifiche o filosofiche ancora giovani,
mettendo l'accento sulla logica dello sviluppo di una conoscenza
piuttosto che sulle determinanti psicologiche che ne influenzano
l'andamento. Come nel caso di una disciplina giovane, anche
nella visione del mondo dell'adolescente è prioritario
l'interesse a stabilire nette coordinate concettuali che servano
per dare un primo orientamento al materiale caotico che emerge
dall'esperienza, e per strutturare una riflessione che, pur
essendo largamente ipotetica e in divenire, abbia una sua compiutezza.
Maggior peso, inoltre, va attribuito al contesto in cui l'adolescente
si muove, poiché un vissuto problematico può essere
visto come una risposta a una realtà problematica e contraddittoria.
In questo senso ci pare che a volte nelle riflessioni portate
sul mondo dell'adolescenza portate avanti dal mondo degli adulti
scarso peso venga dato alla diversità dei punti di vista,
diversità che è dovuta in larga parte a ragioni
oggettive. Per un adulto che si è inserito nel mondo
lavorativo e sociale, le coordinate in cui si muove rappresentano
una soluzione - più o meno soddisfacente - alla tensione
che normalmente esiste tra bisogni individuali e collettività.
Per un adolescente che deve ancora inserirsi, e che anzi è
portatore di un'istanza di rinnovamento, quelle che per gli
adulti sono soluzioni diventano problematiche aperte, contraddizioni
da risolvere.
Muta l'accento anche nell'analisi del rapporto educativo: vogliamo
mostrare gli elementi di orizzontalità, e leggere l'interazione
tra l'adolescente e le sue figure di riferimento come una relazione
tra persone che cercano una propria visione del mondo e un linguaggio
comune per potersi confrontare.
Naturalmente quello che abbiamo delineato è semplicemente
un punto di vista, che non esclude la legittimità di
altri approcci. E' certamente vero, da un punto di vista di
psicologia della personalità, che l'adolescente è
anche una persona in formazione, come non si vuole negare che
il rapporto educativo abbia forti elementi di verticalità,
che anzi è opportuno mettere in luce anche nella nostra
analisi per dar conto, per esempio, della dimensione conflittuale
che inevitabilmente accompagna un rapporto di potere. Tuttavia
ci sembra interessante studiare il problema anche da un'ottica
diversa, che valorizzi le coordinate oggettive in cui si muove
il percorso di vita di un adolescente e il suo sforzo conoscitivo.
Il nostro lavoro vuole inizialmente confrontarsi con l'ampia
letteratura psicologica sull'argomento, mettendo in rilievo
le analogie e le diversità tra i diversi punti di osservazione
del problema, e proponendo analisi alternative dei dati finora
raccolti.
Successivamente vorremmo elaborare tecniche di conduzione dei
gruppi e di colloqui individuali che valorizzino l'adolescente
come portatore di un diverso punto di vista sul mondo e di un'istanza
di rottura creativa e aperta al futuro, anche al fine di raccogliere
autonomamente materiale osservativo.